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Sulle frequenze di Radio Leon è intervenuto in diretta Valerio Bianchini, figura leggendaria della pallacanestro italiana — primo allenatore ad aver vinto tre scudetti con tre club diversi (Cantù, Roma e Pesaro) nonché la storica Coppa dei Campioni e la Coppa Intercontinentale con la Virtus Roma.
Oggi Presidente Onorario del basket romano, Bianchini preferisce guardare avanti piuttosto che crogiolarsi nei trionfi del passato: “Il passato non c’è più, viviamo il futuro”, ha esordito con la sua consueta verve.
Facendo il punto sul momento del club romano, Bianchini si è detto molto soddisfatto del percorso di crescita:
Il debutto e la reazione: Dopo un primo approccio complicato a Treviso (“impegnati da una gran prestazione degli avversari”), la squadra ha risposto bene vincendo nettamente in casa contro Tortona e imponendosi in amichevole contro una formazione lituana di livello.
Assenze di peso: I risultati positivi sono arrivati nonostante le assenze del pivot titolare (in arrivo nei prossimi giorni) e dell’ala Flowers, fermo per un problema alla caviglia.
Lo staff tecnico e la preparazione: Elogi a coach Magro e al suo staff. Tra i collaboratori spicca il preparatore atletico Ricatri, noto in NBA e già nell’ambiente della Nazionale azzurra.
Uno degli aspetti che più sta entusiasmando Bianchini è l’atmosfera che si respira al palazzetto:
“Siamo felicissimi di vedere tante famiglie e ragazzini fare un tifo pulito, senza insultare gli avversari e persino applaudendo le belle giocate altrui. È un clima ideale, quasi un cristallo prezioso da custodire.”
A conferma del grande entusiasmo, durante la trasmissione è intervenuto anche Simone (presidente di Città Futura), sottolineando la gioia e la passione dei tanti giovani tifosi (e del proprio figlio) esplosi di gioia per le prodezze in campo di Niccolò Mannion.
Sulle ambizioni in Serie A1, Bianchini mantiene un profilo realista ma stimolante:
Obiettivo primario: Raggiungere i play-off, per poi valutare fin dove potrà spingersi il gruppo.
La metafora dell’aquilotto: “La squadra in questo momento è come un aquilotto spinto dalla madre fuori dal nido: soltanto quando si lancerà nel vuoto e comincerà a sbattere le ali capirà quanto in alto potrà volare.”
Interpellato sulla sparizione della classica difesa a zona (come la storica 1-3-1 dell’Olimpia Milano di un tempo), Bianchini ha offerto una lucida analisi tattica:
La pigrizia e il tiro da 3: Molti allenatori preferiscono la difesa a uomo, mentre la facilità del tiro da tre punti nel basket moderno rende le zone più rischiose.
L’utilità strategica: La zona resta tuttavia uno strumento fondamentale per interrompere l’inerzia e il ritmo avversario, costringendo l’attacco a ragionare e a cercare spazi con maggiore pazienza.
L’intervista si è conclusa tra i ricordi affettuosi dei primi anni alla Stella Azzurra Roma e con un grande “in bocca al lupo” da parte della redazione di Radio Leon per la stagione in corso.
Scritto da: RADIO LEON
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